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L’universo in un diagramma

1- la base filosofica

Il diagramma Mundus Annus Homo non è una semplice schematizzazione grafica, ma è sia frutto che espressione di un processo logico, dietro al quale sta un monumentale sistema filosofico, religioso e scientifico. Molto utile è un confronto con uno dei pilastri del pensiero medievale: Giovanni Scoto Eriugena. Grande teologo e direttore della Schola Palatina presso la corte di Carlo il Calvo (metà del IX secolo). Nella visione di Eriugena non ci può essere contraddizione fra Rivelazione e Ragione, sono entrambe operate dall’unica fonte divina di Verità e inoltre, qualora vi fossero disaccordi evidenti, è comunque alla Ragione che bisogna rivolgersi per superare l’ostacolo.

Questa è una concezione ottimista e fiduciosa riguardo le possibilità dell’uomo, che lo pone come intermedio fra cielo e terra, capace di arrivare alla luce della divina verità grazie alla propria e divina luce interiore. L’opera fondamentale di Scoto Eriugena è il Perìphyseon, noto anche come “La divisione della Natura”. La divisione del titolo è quella che viene operata nel processo dialettico di Platone, che Eriugena applica programmaticamente al concetto di Natura.

La Dialettica Platonica si compone di due movimenti, uno ascendente ovvero la synagoghè, il radunare concetti sotto un concetto più grande, ed un movimento discendente la diairesis, il processo di divisione tramite cui si ricavano idee particolari da altre generali. L’esempio più classico è dal Sofista, in cui Socrate porta Teeteto a trovare una definizione per la pesca con la lenza: prima di tutto, il filosofo individua un’idea più generale e chiede al suo interlocutore se l’oggetto in questione ne faccia parte (l’arte in generale); poi suddivide l’idea in due idee opposte fra loro (l’arte dell’acquisire e l’arte del fare) e chiede di indicare in quale si possa collocare l’oggetto in questione. L’idea trovata verrà nuovamente divisa (ad esempio l’idea dell’arte dell’acquisire si può suddividere in arte di ottenere con consenso e arte di ottenere senza consenso) in modo di identificare un’altra idea ancora più specifica, fino a che non si arriva a trovare l’esatta definizione dell’oggetto interessato.

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Mundus Cover

Mundus

Quella dei quattro elementi è forse la più celebre fra le teorie antiche, che può essere fatta risalire nella sua formulazione più diffusa a Empedocle, nel V secolo a.C. Senza addentrarci troppo in profondità in questioni filosofiche, l’individuazione di quattro “nature” fondamentali alla cui combinazione può essere ricondotto qualsiasi oggetto ed è un’idea che godrà di dignità scientifica fino a Settecento inoltrato; è facile capire in quanta considerazione fosse tenuta nel Medioevo.

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Annus Cover

Annus

March Bloch ha con grande efficacia descritto l’atteggiamento dell’uomo medievale di fronte al tempo come: “una grande indifferenza al tempo”. Ovviamente è un espressione paradossale, che proprio nella sua paradossalità esprime brillantemente un (più o meno) preciso modo di vivere e vedere l’origine ed il destino del mondo, nonché il ruolo dell’uomo in esso. Quello che è sicuramente scarso nell’”era di mezzo” è l’interesse per la cronologia, ovvero il datare, la percezione di quando e quanto lontano nel tempo è successo qualcosa.

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Homo Cover

Homo

Fin da tempi antichissimi fu l’essere umano stesso ad essere primario e complessissimo oggetto di ricerca; quello interiore è un mondo misterioso e incomprensibile, che si esprime per simboli e il cui funzionamento (soprattutto dal punto di vista fisico) è qualcosa di arcano, di inesplicabile.

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